We are the future (articoli vari)

 

La sua scuola, dice Angelina Jolie, è il mondo. La 29enne star amata e vezzeggiata di Hollywood (ha da poco finito di girare Alexander di Oliver Stone) appena può fare la valigia se ne va in paesi poveri e disagiati. Lei testimonial dell'UNICEF e dell' Achnur (associazione delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati), in due anni ha visitato Cambogia, Pakistan, Sierra Leone. "Non è difficile- dice con il suo bellissimo sorriso-.Parto con organizzazioni umanitarie, e mi porto dietro solo jeans e t-shirt. La gente spesso non mi riconosce perchè dove vado io non sanno nemmeno cosa sia il cinema. I bambini quando mi incontrano mi sorridono. E io mi sento felice".
Perchè questa scelta?
"Ci sono cose che non si imparano studiando leggendo libri o guardando la tv. Nel mondo ci sono tante realtà. Io ho scelto di guardare anche quelle disagiate. Lo faccio anche per mio figlio Maddox. Ha quattro anni viene dalla Cambogia. Un giorno mi farà delle domande. E io dovrò saper rispondere".
Cosa l'ha più colpita
Vedere padri e madri che non hanno soldi per sfamare i loro figli, per vestirli o educarli. Ho visto bambine di tre anni mutilate, perchè potevano chiedere meglio la carità. Ragazzi di tredici anni ammazzati, migliaia di persone strappate alle loro case per essere portate in posti che non conoscevano. Per questo sono orgogliosa di avere accolto l'appello di Quincy Jones".
Come è avvenuto l'incontro?
Un mio amico fotografo mi ha inviato un pacchetto con una soluzione per purificare l'acqua, dentro c'era anche l'invito di Quincy. Ho passato tutta la notte a leggere il materiale. L'ho chiamato la mattina prestissimo per dire che accettavo
Cosa farà adesso?
Continuerò ad andare in giro, ho cercato disperatamente una scuola dove si possa imparare davvero la storia contemporanea: chi è stato Pol Pot? Cosa succede ora in Vietnam? Non ce ne sono. Sarò costretta ad aprirne una io".
Cosa vuole insegnare a suo figlio
La compassione

Fonte: Corriere della Sera

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"Negli ultimi due anni ho viaggiato molto. Viaggiare è il modo migliore per imparare quello che a scuola non ti ha insegnato. La cosa più difficile è capire gli altri. Io ho voluto conoscere le persone che Quincy Jones sta aiutando. Questa idea è grandiosa. Tutte le persone che sono qui oggi vogliono fare qualcosa di concreto. Speriamo che tutto cio riesca ad avere un grande impatto sulle persone che possano capire l'importanza di dare un aiuto concreto. La musica è estremamente importante, per i bambini, per tutti coloro che soffrono: può toccare il loro spirito e dare loro un momento di speranza. Le persone qui stasera credono che le soluzioni ci siano, che i problemi si possano risolvere e We are the future è una soluzione concreta"

Fonte: La Repubblica

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Chi si aspettava la bellezza un po' artefatta di alcune foto deve subito ricredersi. Angelina Jolie è molto bella, fresca e vivace. Parla con l'energia e l'impegno tipici della giovane Jane Fonda. Posa per i fotografi come una diva. Ha un nuovo tatuaggio sulla schiena, c'è scritto "know your rights", conosci i tuoi diritti. Gli occhi le diventano subito lucidi se parla del figlio. Mentre l'orchestra diretta dal Maestro Morricone esegue C'era una volta il West, lei dice di come, dal suo lontano ovest un giorno è partita, curiosa del mondo: "Sto bruciando le tappe. Sto imparando in poco tempo ciò che non sapevo e nemmeno cercavo di sapere. Mi sono messa a viaggiare come una matta, tra un film e l'altro, attratta dal mondo e dalle sue difficoltà. Ho preso a girare con l'Unesco e mi sono informata sulle difficoltà dell'uomo e dei bambini. Per questo ho 'fame' di sapere cosa hanno in mente le persone come Quincy Jones. Lui mi ha conquistata una sera, in casa di una mia amica fotografa. Mi ha detto cosa aveva in mente. Mi ha dato tutte le informazioni del caso. L'ho richiamato la mattina successiva. Temo di aver svegliato tutta la famiglia per quanto presto fosse. Sono qui a Roma per sostenere la sua battaglia in favore dei bambini, per dire a tutti di impegnarsi e investire il proprio denaro, per poco che sia. Amo sinceramente i bambini. Vivo per il mio, che è cambogiano e che ho adottato laggiù. Ora inizio a preoccuparmi di quali scuole dovrà frequentare e di tutte queste cose. So che lui è fortunato ma penso anche agli altri".

Fonte: Ermanno Labianca Kataweb.it