Ecco Lara,la mia donna-guerriera
 

Miss Angelina Jolie, cosa distingue Tomb Raider dagli altri film d'azione?
"E' sempre un film d'azione, ma abbiamo provato a fare qualcosa di diverso con i molteplici talenti di Lara. Anche il modo in cui combatte: è divertente ma allo stesso tempo è una guerrigliera metropolitana, allenata in stile militare. E non usiamo nessun trucco né effetti speciali: quando combatte con la corda elastica, è una vera corda elastica. Lara non sente di dover dimostrare che le donne possono essere potenti, la sua funzione non è quella di rendere la pariglia agli uomini. E' una guerriera, ma allo stesso tempo è anche una signora, non c'è niente di volgare in lei; per me è la donna ideale: forte ma piena di grazia ed educazione, l'esatto opposto di quello che abbiamo visto in tanti film d'azione fino ad ora".


E' stato importante per lei che si tratti di un film d'azione in cui la protagonista è una donna?
"No, niente affatto. So che la domanda viene naturale perché stavolta l'intero film ruota attorno a una ragazza, ma penso sia bello poter realizzare un film del genere e non fermarsi al fatto che l'eroina è una donna. Questo film non vuole essere un'affermazione femminista. Lara non è una femminista, è bella, attraente, ma non è nemmeno chiaro se le piacciano gli uomini o le donne. Mi piace pensare che Lara sia un modello di comportamento per le giovani di oggi perché è atletica, curiosa di altri paesi e non ha bisogno di andare a letto con la gente per conquistare il rispetto degli uomini. E' energica come un uomo ma molto femminile allo stesso tempo. Non odia nessuno e non c'è niente di negativo in lei. So che la gente obietterà sul fatto che usa le armi, ma questo è nel gioco, non è una sorpresa per i ragazzini; ci siamo assicurati però di evitare un certo tipo di violenza troppo sanguinosa".

Il ruolo di suo padre nel film è interpretato dal suo vero padre nella vita, Jon Voight. Come è stato lavorare insieme?
"E' stata una cosa speciale e molto emozionante, ma era una scelta giusta perché il rapporto fra Lara e suo padre è molto simile a quello che ho io con mio padre. Nel film lui muore quando Lara aveva nove anni, eppure attraverso le sue lettere rimane gran parte della sua vita. Mio padre è stato molto con me negli ultimi anni, ma io vengo da una famiglia di divorziati e ho imparato molto da lui attraverso lettere, libri, cose che a volte ha cercato di insegnarmi da lontano. Non solo, ma io e Lara abbiamo fatto le stesse scelte nel seguire la carriera paterna".

La storia del film è più fantascienza o realtà?
"Non è affatto fantascienza. La storia è basata su miti antichi reali e scritture segrete che si ripetono in diverse tribù e culture, e ci sono tante persone che credono che ci sia qualcosa di magico quando i pianeti si allineano. Abbiamo girato in Cambogia, nel tempio sacro di Angkor Wat, il più grosso edificio sacro del mondo, a 200 chilometri da Phnom Penh, eravamo lì con veri monaci che mi hanno dato la benedizione, e ho sentito la magia di quel posto, di quei tramonti. E' stato il primo film girato in quei luoghi dalla guerra del Vietnam, e in pochi sanno quanto la Cambogia sia stata colpita da quella guerra. La terra per esempio è ancora piena di campi minati che dovevamo controllare sempre prima di avventurarci. Tutta questa realtà influisce sul film".

Ora sta girando un film completamente diverso, la commedia romantica "Life or something like it"...
"E' vero, non ne avevo mai fatta una, dopo tanti personaggi estremi che ho recitato nel passato, e questa è così diversa da Lara Croft. Il mio personaggio è un tipo alla Marilyn Monroe con i tacchi a spillo, una giornalista televisiva di successo che all'inizio del film pensa che i soldi, la bellezza e la fama siano la chiave per la felicità. Poi è costretta da una serie di circostanze a rendersi conto che tutto questo è ridicolo, che tutto quello che fa per avere successo compreso morire di fame, sbiancarsi i denti, impiastricciarsi la faccia di cosmetici dalla mattina alla sera non è naturale, e finisce per rinunciare al sogno della grande carriera per vivere con la famiglia e un uomo meraviglioso. Per me è una bella storia perché prende in giro tutte le cose che, soprattutto a Hollywood, si pensa siano importanti. Io ho sempre saputo che non lo erano e ora ne sono ancora più convinta. Amo il messaggio di questo film, che ridicolizza il mondo in cui vivo".
 

Fonte:  SILVIA BIZIO - La repubblica 2001