Il
Ritorno di Lara Croft
Angelina Jolie è una donna
inquieta, bellissima e anticonformista. Ha 28 anni, ha vinto un Oscar, è
stata sposata due volte, ha adottato un bambino, ha voluto togliere dai
documenti anagrafici il nome del padre, John Voight, possiede una rara
collezione di coltelli, vari tatuaggi, ama fare patti di sangue, una passione
per le scienze e i riti mortuari e recentemente ha donato 100 mila
dollari all’Onu per aiutare le agenzie che operano in Africa in
aiuto dei rifugiati. È stata nominata ambasciatrice dell’Onu per i
rifugiati ed è decisamente un tipo speciale anche se non vuole sentirselo dire.
Ora Angelina ritorna sul grande schermo con Lara Croft Tomb Raider:
The Cradle of Life, sequel del primo episodio con la cyber eroina
protagonista. Già in quell’occasione l’avevamo intervistata oggi con grande
piacere, l’abbiamo incontrata di nuovo.
Angelina, sono quasi passati due anni e sembra che tante cose siano cambiate
nella tua vita. Eri felicemente sposata e tutto sembrava andare per il meglio.
Oggi non hai più un marito, ma in compenso hai un figlio.
Sono maturata, ho fatto esperienza. Non è stato facile, ma ora, da quando ho
deciso di trasferirmi a New York, sono più tranquilla. Sono stati due anni molto
intensi, ho pianto e gioito. E quello che mi sento di dire è che non mi sposerò
più.
Ieri ho visto tuo padre che piangeva in tv durante una vecchia
intervista. Diceva di volerti essere vicino. Piangeva? Siamo attori,
siamo buoni attori. Non mi faccio certo commuovere da qualche lacrima. Pure io
posso piangere se voglio, anzi ho pianto parecchio nella mia vita. E ora, con
Maddox, mio figlio, e tutte le responsabilità che ho nei sui confronti ho
deciso di evitare traumi di qualsiasi tipo. Devo essere concentrata su di lui. È
molto più importante di mio padre e delle sue lacrime da coccodrillo.
La tua vita sembra un romanzo pieno di colpi di scena. Come mai tutta questa
irrequietezza?
Odio quando dicono che sono matta e selvatica. Io non lo sono! Non più. Come
potrei? Sono una brava madre e mai come adesso la mia attenzione è focalizzata
sul lavoro e sulla carriera. Le gente pensa che io sia pazza, che faccia cose
come distruggere camere d’albergo, ma non è vero, sbagliano. Ora che sono più
tranquilla mi sento anche più felice, e forse è proprio perché ho esplorato il
mistero del mondo con uno sguardo un po’ folle.
Ti somiglia Lara Croft?
Molto. Lei è una donna forte, ama viaggiare e conosce il mondo, è colta. Una
ragazza capace di sorprendere e un’amante delle sfide. E poi le piace provocare,
cosa in cui io sono molto brava. Questo è un film fatto di tanta azione e tanti
effetti speciali, ma ho cercato di esplorare anche le sue emozioni. Lara Croft
non è solo l'eroina che lotta contro tutti e contro tutto, la vedrete anche alle
prese con l'amore, con una relazione sentimentale. Credo di aver mostrato di
Lara un lato più umano e sensibile.
Lara Croft e le Charlie's Angels. Come mai tante eroine femminili? Le donne
stanno scalzando i colleghi maschi da sempre sovrani indiscussi del genere
action?
Non credo che la stagione del maschio eroe muscoloso e coraggioso sia finita.
Probabilmente Hollywood sta solo capitalizzando un momento favorevole per le
donne “in azione”. E poi ci sono Terminator e Hulk.
Nel film Lara Croft cerca il vaso di Pandora, il vaso che, una volta
aperto, è capace di donare grandi poteri. Angelina Jolie aprirebbe il vaso o lo
distruggerebbe per paura delle conseguenze?
Beh, conoscendomi e conoscendo la mia innata curiosità credo che correrei il
rischio di aprirlo... lo so, non potrei resistere e lo aprirei!
Angelina Jolie ha sempre voluto recitare?
Non lo so, però ho sempre amato potermi esprimere e recitare è una forma di
espressione, avrei potuto scrivere o dipingere, mi è capitato di recitare.
Non credi dunque nella predeterminazione del destino, nascere figlia di un
attore in qualche modo segna la tua strada, non pensi?
No, credo di più nella casualità. So che ho sempre amato cercare di raccontare
sensazioni e sentimenti, esplorare differenti emozioni, ascoltare la gente,
sentire ed esprimere ciò che sento. Credo che questo significhi essere un
attore. È dunque questo quello che faccio.
Da Ragazze Interrotte, che ti è valso l'Oscar a Tomb Raider.
Il salto è di quelli forti. Fa parte di un piano?
Nessun piano se non quello di essere decisa a non annoiarmi. Come ogni attrice
amo esplorare differenti universi e differenti personalità. Non potrei recitare
sempre nei panni di Lara Croft, sarebbe noioso, oltre che faticosissimo, e non
potrei recitare sempre solo in parti intense e “dark” come in Ragazze
Interrotte, sarebbe da suicidio. E da quelle parti sono già passata. Dunque
alterno i miei ruoli così da bilanciare, da trovare il giusto equilibrio fra la
mia personalità e quella dei personaggi che interpreto.
E adesso cosa ci sarà nella tua vita?
Tanto spazio per il mio bambino, molto impegno per i rifugiati e qualche altra
pellicola. Insomma, tutto regolare, niente che possa alimentare leggende o
pettegolezzi.
Mi stai dicendo che hai definitivamente messo la “testa a posto”?
No, che ci sto provando.
Fonte: Andrea Carugati, GQ